It was the cooling hour, just when the rounded Red sun sinks down behind the azure hill, Which then seems as if the whole earth is bounded, Circling all nature, hush'd, and dim, and still, With the far mountain-crescent half surrounded On one side, and the deep sea calm and chill Upon the other, and the rosy sky With one star sparkling through it like an eye. Lord Byron, Don Juan

Eccomi

Utente: ReddishSun
Nome: Eleonora
Sono una persona acqua e sapone, mi definirei spontanea e a volte un po' naif. Non mi piacciono i giri di parole, ma nemmeno la schiettezza esagerata. Adoro le lingue straniere perchè danno la possibilità di comunicare e aprono nuovi mondi. Mi piace tantissimo viaggiare!

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mercoledì, 09 aprile 2008
Ce la posso fare...

Con un po' di repulsione, sono riuscita a rientrare nel blog e ad avere il coraggio per postare qualcosa. Mi sento un po' carogna per il fatto che sparisco per 6 mesi praticamente e poi, eccomi qua! Ta-Dà!!! Beh, mentre eravate distratti, mi sono trasferita da Trieste a Forlì, dove sto frequentando un Master in Traduzione Multimediale (sottotitoli, doppiaggio, localizzazione videogiochi e siti web, ecc.) che mi piace veramente un sacco! Il corso finisce a giugno e poi avrò uno stage per un'azienda che si occupa proprio di videogiochi vicino a Milano, quindi mi riavvicino alle mia zona d'origine.

In the meantime, siccome sono come una specie di virus pestilenziale del web, ho aperto un Windows Live Space o come si chiama che trovate qui:

http://inside-the-fishbowl.spaces.live.com/

Un myspace dedicato al frisbee che trovate qui:

http://www.myspace.com/eleonoraupsidown

e ho come al solito account Flickr:

http://flickr.com/photos/cielondulato/

e uno su Deviantart:

http://cielondulato.deviantart.com/

Insomma, un po' di sana pubblicità! :P

Un abbraccio agli amici vicini e lontani che leggeranno, ma anche a quelli che non leggeranno!

Postato da: ReddishSun a aprile 09, 2008 19:18 | link | commenti (2)
vita

giovedì, 13 settembre 2007
Rediviva

E tornava...per molto tempo aveva avuto altro per la testa, mille cose da fare che l'avevano allontanata dal piccolo spazio virtuale che si era costruita. Ma adesso aveva deciso di ritornare in quel mondo, almeno per lasciare un segno dopo che era passato tanto tempo.

Si sentiva rinfrancata, soddisfatta della sua vita fra lavoro e risultati positivi  che aveva raggiunto nelle sue passioni sportive e artistiche. Per il momento, non poteva chiedere di più, quelle piccole cose significavano molto per lei, erano dei risultati importanti che forse le apriranno nuove strade o che forse rimarrano dei casi isolati, ma pur sempre delle soddisfazioni. La sua vita era dipinta di colori intensi in quel momento.

E così tornava, per scrivere della sua felicità e per fare sapere a tutti che le cose andavano nel migliore dei modi.

Postato da: ReddishSun a settembre 13, 2007 15:32 | link | commenti (10)
vita

venerdì, 10 novembre 2006
Milan, minus(-)2006

 
Erano già fermi da più di 20 minuti. Guardò l’orologio che portava al polso, le 17.27. Teneva molto a quell’orologio perchè gli era stato regalato da sua madre poco prima che sparisse, vero, pochi giorni prima che venissero a prenderla...Il ricordo nitido di quel giorno si affacciò alla sua mente.
Aveva 22 anni, erano gli ultimi giorni che passava a casa di sua madre perchè aveva deciso di andare a vivere da solo, in un monolocale a pochi passi dal centro della città. Era un ordinario pomeriggio di un’ordinaria domenica d’autunno: il sole filtrava attraverso le foglie del platano del giardino inondando il salotto di luce arancione. Stava leggendo un libro seduto con le gambe incrociate sul bracciolo della poltrona, la schiena appoggiata all’altro bracciolo. Sua madre era in cucina a preparare dei biscotti per festeggiare Dalila, l’ultima arrivata della famiglia: sua sorella aveva tanto desiderato quella gravidanza e ora era mamma da due settimane, la gioia più grande della sua vita...
 
All’improvviso il sole si oscurò, rumore di porta abbattuta con la forza, degli uomini armati in divisa nera e dal viso coperto da larghi occhiali dalle lenti scure e da elmetti di plastica entravano nel salotto e si spostavano in cucina; urla, fumogeni, sua madre che piangeva. Rimaneva ammutolito, incapace di muoversi. Vide un frammento della gonna azzurra a fiori bianchi che sua madre indossava quel giorno...fu l’ultima volta che la vide. Preferiva ricordarla quel giorno indaffarata ai fornelli, spensierata mentre lui prendeva un bicchiere di latte, canticchiava la melodia di una canzone che doveve essere degli anni in cui lei era stata giovane; il titolo, “Speed of sound”, se lo ricordava perfettamente.
 
 milan, minus(-)2006
 
Il treno si mosse, guardò l’orologio, le 17.43. La stazione sembrava deserta nonostante fosse ora di punta, nessuno sui binari. Mentre stavano lasciando Milano, il sole filtrò attraverso lo smog conferendo alla stazione-hangar dei toni leggermente più caldi. Dopotutto il mondo nel 2038 non era poi così diverso da quando aveva 22 anni e non era poi così cambiato da quando era nato, nel 2006, forse solo un po’ peggiorato. Chiuse gli occhi e il sole filtrò attraverso le foglie del platano del giardino inondando il salotto di luce arancione.
 

Postato da: ReddishSun a novembre 10, 2006 23:17 | link | commenti (39)

domenica, 15 ottobre 2006
Breakdance Contest

 

 

Incredibile è tutto quello che viene in mente guardando le posizioni di equilibrio precario e di sembra-che-si-spacchino-la schiena che questi atleti possono assumere...pura energia elevata alla n!

 

                         

 

Postato da: ReddishSun a ottobre 15, 2006 15:43 | link | commenti (14)

sabato, 07 ottobre 2006
Giorni di festa

La mia assenza dal blog è dovuta essenzialmente al poco tempo...la settimana scorsa ho iniziato il Servizio Civile all'Infopoint Europa e per ora ne sono soddisfatta: gli altri ragazzi che lavorano con me sono tutti molto simpatici e l'ambiente sembra costruttivo.

 

In questi giorni poi a Trieste c'è molta festa per via della Barcolana, la regata che si tiene ogni anno nel golfo di Trieste. E' un evento che smuove la città, la popola e porta un vento di internazionalità dato che gli equipaggi provengono da tutte le parti del mondo. In questi giorni ha fatto anche bel tempo quindi il quadretto sole, barche ormeggiate nel golfo, temperatura piacevole è molto positivo.

 

Domani ci sarà la regata: inizia alle 10 e non si sa quando finisce perchè tutto dipende dal vento :)) Non mi ricordo se uno o due anni fa è stata una regata infinita perchè non c'era nemmeno un soffio di brezza...speriamo che non sia così anche domani!

Barcolana

Postato da: ReddishSun a ottobre 07, 2006 22:03 | link | commenti (8)
mare, italy, trieste, sea , barcolana

martedì, 12 settembre 2006
Backpacker mode

 

Di nuovo con lo zaino in spalla verso altre mete; il filo conduttore? Un pezzo di plastica rotondo, un frisbee, la voglia di stare assieme, la certezza di ritrovare ogni volta degli amici che condividono, scherzano, ascoltano e capiscono. Stanca, ma con la voglia di partire anche se i soldi iniziano a scarseggiare seriamente...Stanca ma felice di intraprendere una nuova avventura: bus, navette, treni in ritardo, coincidenze perse, ma la certezza che prima o poi si arriva, certezza che dà la spinta per partire, per fare nuovamente la valigia anche se mi-viene-da-vomitare-al-solo-pensiero. E quando si è di ritorno, distrutti da giornate in spiaggia a giocare a frisbee, dalla competizione, dal viaggio, dalle lavatrici da fare, nonostante tutto, si è carichi di vibrazioni positive, pensando a quello che è stato e a quanto è stato bello e aspettando ansiosamente il prossimo treno...

Postato da: ReddishSun a settembre 12, 2006 22:51 | link | commenti (13)
viaggi, amicizia, frisbee

giovedì, 20 luglio 2006
Dottore, Dottore, Dottore del b..o del c.l, vaffa...l, vaffa...l!!

Dottore!! Dottore!!!

 

L'odissea è finita!!!

 

Dal 18 luglio sono Dottoressa in Traduzione e interpretazione con 110 e lode!!!! E qui sto bevendo come una spugna mentre leggo il papiro: ad ogni sbaglio una bella sorsata di spumante...potete solo immaginarne gli effetti...

 

Scusate la mia assenza, ma ho problemi con l'ADSL in questi giorni quindi non vi offendete se non rispondo!!!!

 

Baciiiiiiii....

Postato da: ReddishSun a luglio 20, 2006 15:57 | link | commenti (39)

venerdì, 07 luglio 2006
Il fatidico giorno si avvicina

 

Dopo tanto sudore e tanta fatica, il fatidico giorno si avvicina:

Mi laureo!!! Il tutto si terrà il 18 luglio intorno alle 15...PENSATEMI!!!!

Postato da: ReddishSun a luglio 07, 2006 13:17 | link | commenti (9)

giovedì, 25 maggio 2006
Rosa dei Venti

Wind rose

Voleva partire, andare alla ricerca di qualcosa di nuovo; avrebbe voluto buttarsi fra le braccia del vento, lasciarsi cullare verso un'altra destinazione senza preoccuparsi del dove, del come e del perchè. Avrebbe voluto, ma in quel momento l'unica cosa che poteva fare era sollevare il braccio e salutare le barche che fluttuavano al largo, lontante dalla costa...

Postato da: ReddishSun a maggio 25, 2006 23:14 | link | commenti (25)

mercoledì, 10 maggio 2006
X

"Dove credi che possa essere?" domandò con la voce arsa dalla calura. Erano arrivati su quella maledetta isola già da tre giorni. L'avevano perlustrata così bene che oramai conoscevano tutti i granelli di sabbia, ogni intricatezza che la natura aveva posto davanti ai loro passi, ogni palma, ogni insetto.

"Non lo so!" urlò con voce adirata. A quel grido, un gruppo di pappagalli dal piumaggio colorato volò via spaventato, provocando un gran fruscio di piume e foglie. Non lo sapeva veramente dov'era; eppure avevano seguito tutte le indicazioni... Avevano fatto un patto: dovevano trovarlo e in cambio avrebbero avuto una nuova imbarcazione, una di quelle navi imponenti con gli alberi tanto alti da non vederne le cime, con vele nere che avrebbero scintillato sotto il sole dell'oceano e con quell'odore di legno vergine, non ancora violato dalla salsedine.

Erano al punto di prima, erano tornati sulla spiaggia. Il caldo era soffocante. Il sole era alto in cielo e rifletteva i suoi raggi sulla sabbia bianca, accecando i loro occhi. Le camicie drappeggiate e i pantaloni larghi che portavano erano completamente inzuppati di sudore e gocce di sudore scendevano fastidiosamente sulle loro guance scure.

Decisero di inoltrarsi nuovamente nella foresta per cercare un po' d'ombra. Tornarono al punto dove avrebbero dovuto trovarlo, ma, in quel punto, ora c'era solo una buca profonda cinque metri. L'avevano scavata in quei tre giorni convinti che le indicazioni in loro possesso fossero giuste; all'inizio avevano dovuto lottare con la sabbia che si riversava nella buca in continuazione, poi tutto era stato più semplice. Ma nulla...

Riprese in mano la pergamena ingiallita e con aria stralunata disse: "Dalla palma più alta..."

"Ma...l'abbiamo già fatto e..."

"Zittooo!!" Lo fissò negli occhi, a pochi centimetri di distanza dalla sua faccia e disse a denti stretti e scandendo le parole: "Non interrompermi" e poi riprese: "- Dall'albero più alto, trenta palmi a est devi andare. Giunto al punto, quattro passi sul nord, in direzione della grande roccia, ti basteranno per guarire ogni tuo malanno.- Le indicazioni sono chiare: questo è l'albero più alto di tutta l'isola! E la grande roccia non può essere che la montagna!". Guardò l'albero e poi la montagna cercando delle conferme. 

Mentre il capitano ripercorreva per l'ennesima volta il percorso indicato dalla pergamena, per arrivare alla fossa che avevano scavato, lui decise di allontanarsi. Iniziava a non sopportarlo più, temeva che prima o poi gli avrebbe infilato la spada dritta dritta nello stomaco... si diresse verso la collina di rocce che circondava il lato nord dell'isola. Nonostante il caldo impietoso, decise di arrivare fino in cima. Le pietre erano affilate e scottavano, ma a lui sembrava non importare. Quando arrivò sulla sommità della montagna trasse un profondo sospiro e guardò verso il mare: il cielo era diviso dall'oceano da una linea netta. Dall'altro lato, poteva vedere la foresta fitta e la striscia di sabbia chiara che seguiva sinuosamente il perimetro di quel fazzoletto di terra. Guardò nuovamente verso l'oceano e poi abbasso gli occhi verso lo strapiombo sotto di lui. Un guizzo di luce gli fece chiudere gli occhi. Cercò di capire cosa lo aveva abbagliato, ma non riusciva a guardare in quella direzione. Si spostò di qualche metro e riaprì gli occhi: ora lo vedeva bene, era l'albero di un veliero dall'estremità dorata che si slanciava verso l'alto in tutta la sua maestosità. Non poteva credere ai suoi occhi. Guardò meglio, era proprio vero! Si alzò in piedi e giratosi verso la foresta iniziò a gridare: "Ehiiii!! Quiii, prestooo!!" Dopo qualche secondo, dal fondo si sentì: "Dove diavolo seii?". Non si ricordava di essersi allontanato senza dire nulla: "In cima alla montaagnaaa!".

Mentre si arrampicava fra le rocce il capitano pensò: "Spero per te che ci sia un buon motivo, altrimenti..."

Arrivato in cima, non ebbe nemmeno il tempo di parlare che l'altro indicò un punto imprecisato sotto di loro. Il capitano scrutò per un attimo con i suoi occhi scuri il vuoto e poi lo vide scintillare. Decise senza troppe esitazioni che dovevano arrivare la sotto. Di sicuro non potevano scendere da quel lato, un piede messo male avrebbe significato morte certa. Dovevano arrivarci dal mare.

La zattera che gli avevano lasciato non era certo un veliero, ma almeno a qualcosa serviva. In poco tempo fecero il giro dell'isola e approdarono in una insenatura dove giaceva il relitto di quella che doveva essere stata una stupenda imbarcazione. L'albero maestro era appoggiato alle rocce: era altissimo. Un lampo lo attraversò. Tirò subito fuori la pergamena: trenta palmi a est e poi quattro passi sul nord, verso la montagna. Si ritrovò a ridosso delle rocce, di fronte ad una fenditura larga circa cinque palmi. Rimase immobile con il naso addosso alla parete per qualche secondo, poi si girò verso il suo compare e la sua bocca si aprì in un sorriso scaltro: "Vogliamo entrare?".

Si inoltrarono nell'oscurità. Proseguirono per una cinquantina di metri nel buio più totale quando videro una luce azzurrina provenire dal fondo della caverna. Si avvicinarono sempre di più fino a quando la luce non si trasformò in raggio e da raggio divenne fascio. Erano arrivati in uno spiazzo ornato da grandi stalattiti che pendevano dalla parete superiore della caverna. Al centro, la luce che filtrava dalle rocce illuminava una grata posta sul pavimento. Il capitano si precipitò sulla grata di ferro urlando di gioia. Tirò con tutte le sue forze, ma non riuscì ad aprirla. "Tu, che diavolo fai là! Vieni a darmi una mano!". Anche in due non riuscirono a fare nulla. "Ci serve, ci serve..." puntò gli occhi sulla cintura di pelle del suo compare "No, no..." "Dammi quella maledetta cintura o ti sgozzo!" Sapeva che non scherzava e a malincuore si sfilò la cintura, unico bene di un certo valore che gli era rimasto. Dopo aver legato la cintura alla grata, la prese a due mani, se la mise su una spalla, si voltò e iniziò a tirare di nuovo. Tirò talmente forte che riuscì a smuovere la grata rischiando di venire colpito dal pesante rettangolo di ferro.

Si sdraiarono per terra ed infilarono la testa nel buco del pavimento. Era vero! Era lì! "Ahahahahah" rise "Ce l'abbiamo fatta!". Estrasse un forziere: il legno era oramai marcio e bastò schiantare la cassetta a terra per aprirla. Orecchini, bracciali, collane e anelli si riversarono sul pavimento. Il capitano prese il drappo di stoffa bordeaux che gli avvolgeva la vita e iniziò a riporvi i gioielli. Dopo che ebbero raccolto tutto, uscirono dalla grotta e alla luce del tramonto rimirarono a lungo il loro tesoro. Nelle teste di entrambi passò un unico pensiero: "Il veliero è nostro!" 

 

Gold and Silver

Postato da: ReddishSun a maggio 10, 2006 10:54 | link | commenti (17)
sabbia, avventura, sole, tramonto, palma, beach, pirati, caverna, tesoro